Un impianto antincendio può essere corretto sulla carta e rivelarsi impraticabile in cantiere. Succede quando le sue componenti non possono essere movimentate e posizionate già assemblate una situazione tutt’altro che rara negli edifici esistenti, negli spazi tecnici ridotti o negli immobili con elementi storici da preservare.
Quando è l’edificio a dettare le regole
In un edificio di nuova costruzione, spazi e impianti si progettano insieme fin dall’inizio. Sull’esistente, invece, volumi, accessi e percorsi sono già definiti e spesso non modificabili. La presenza di elementi di valore storico o architettonico aggiunge un ulteriore livello di vincolo: anche le indicazioni istituzionali sulla sicurezza antincendio richiedono di calibrare gli interventi sulle caratteristiche specifiche dell’edificio, evitando soluzioni invasive. Il progetto deve garantire la sicurezza richiesta senza intaccare ciò che esiste già.
Il problema pratico: la movimentazione dei componenti
Accessi stretti, locali tecnici ridotti, strutture non modificabili: in questi contesti anche la movimentazione delle componenti diventa un problema tecnico. Quando non è possibile trasportare l’impianto già assemblato, le sue parti vanno introdotte separatamente e montate direttamente sul posto. Il progetto deve quindi prevedere non solo come sarà fatto il sistema finito, ma come verrà costruito, movimentato e installato passo dopo passo.
Il caso: un autosilo storico a Como
È esattamente questa la sfida che CEAM sta affrontando in un autosilo privato a Como, dove è in corso la sostituzione dell’impianto antincendio esistente. Qui i due vincoli si sommano: gli spazi ridotti impediscono di introdurre alcune componenti nelle modalità standard, costringendo a costruire parte dell’impianto direttamente sul posto; la facciata storica dell’edificio, da preservare, limita ulteriormente i percorsi e le modalità di intervento. Ogni accesso, passaggio e posizionamento va valutato tenendo insieme esigenze tecniche e vincoli architettonici.
Adattare l’impianto, non la sicurezza
In un contesto vincolato non si scende a compromessi sulle prestazioni richieste: si trova un modo diverso per raggiungerle. Per i sistemi sprinkler, ad esempio, la UNI EN 12845 definisce i requisiti per progettazione, installazione, prove, collaudo e manutenzione — requisiti che restano validi indipendentemente dal contesto in cui il sistema viene installato. È il progetto che deve adattarsi all’edificio, non la sicurezza che si riduce per adattarsi al progetto.
Un impianto completato può apparire lineare. Dietro, ci sono spesso rilievi, verifiche e soluzioni sviluppate apposta per superare vincoli che non ammettevano scorciatoie: progettare un impianto antincendio, in questi casi, non significa solo stabilire cosa installare, ma capire dove farlo passare, come realizzarlo negli spazi disponibili e come farlo convivere con ciò che non può essere toccato.